Ultima chemio per mamma ❤️

L’ultima chemio delLa nuova me

Qualche settimana fa mi hanno sfilato il catetere dal braccio: undici mesi di PICC. Oggi ultima terapia chemioterapica. E lo vorrei scrivere a caratteri cubitali in tutti i muri, a rischio di denuncia di vandalismo. Lo vorrei urlare al mondo che sono arrivata a concludere un anno di merda! Lo vorrei urlare a tutti coloro che hanno fatto il tifo per me e a tutti quelli a cui non gli è fregato niente! A tutti coloro che mi hanno fatto coraggio e mi hanno supportato e sopportato. A tutti quelli che dal mio solo sguardo capivano come stavo e non facevano inutili domande!

Lo voglio urlare alle mie bambine che mamma ce l’ha fatta, ce la fa e ce la farà sempre perché ha loro, ho voi che mi spingete a non mollare, a resistere, a stringere i denti, a non guardare giù durante la salita, ma sempre e solo avanti! Voglio dirvi che questa svolta nella mia, nella nostra vita familiare, che ha lasciato il segno, dovrà pure significare qualcosa. E voglio darle un significato positivo, perché, nonostante la sofferenza intima e fisica, tutto quello che ci rende più consapevoli, più forti, più maturi non può essere buttato via. Ma va guardato ed esaminato.

Guardato inizialmente da lontano, come è capitato a me. Da estranea, i primissimi giorni, ho guardato al male che mi aveva preso per mano, perché non sapevo, non potevo ancora guardarlo da vicino, non ne ero capace, non lo accettavo, era un’altra me che si era ammalata. Non poteva essere la donna, la moglie di mio marito, la mamma di Allegra e Anna, la figlia di Angelina e Tonino, la sorella di Roberto, la cognata di Massimo, Giò e Maura, la madrina di Tommy e di Antonio, la nipote di innumerevoli zii e zie, la cugina di tanti cugini che ho, l’amica di tanti amici che ho, l’insegnante degli alunni e la collega di colleghi incontrati in vent’anni di carriera.

In quei primi giorni, era un’altra Lorella, che si era presa il cancro. Era una Lorella ancora bambina che l’aveva saputo, priva di corazza, di buccia, una persona disarmata e ferita, una donna che non riusciva a capire come mai, perché la malasorte avesse colpito proprio lei.

Mi si prospettava davanti una curva pericolosa, dopo un percorso di vita abbastanza dritto, baciato dalla buona sorte, conforme, forse anche un po’ troppo strutturato e organizzato. Una buona salute fino ad allora, tenuta a bada con ciclici controlli, depressione a parte; un matrimonio solido; due figlie meraviglia; due genitori e un suocero in vita grazie al Cielo; pochi ma buoni amici; vacanze per rilassarti e viaggi per sognare e crescere, un lavoro impegnativo, ma che amo.

Invece una curva. Una vera curva a gomito che non vedi cosa diamine potrà esserci dopo, una curva di non so quanti chilometri che ho affrontato piano piano, a passo d’uomo, per non schiantarmi, una curva durata un anno di vita, mentre la vita degli altri mi sfrecciava a fianco, su bolidi a quattro ruote. Perché quando stai male, ti fa male anche vedere e sentire che il mondo non si ferma a piangere con te. Che il mondo, la vita vanno avanti. La Terra continua il suo moto attorno al Sole e se ne frega di te!

Lo stordimento è durato sei mesi. Sei mesi in cui sono passata attraverso l’accettazione e la consapevolezza che la strada da affrontare era quella giusta, l’unica, la sola. E quella curva l’ho affrontata con l’aiuto di Oscar e delle mie figlie preziose, con l’aiuto di papa Wojtyla e di San Francesco, del mare, di Roma, di Anna lassù. Una curva in cui sono stata egoista spesso, persa nei miei pensieri e nei miei traumi, nelle mie lacrime, senza curarmi di altro che di me.

E l’ho affrontata grazie all’oncologa che mi ha seguito passo passo, alle infermiere straordinarie che mi hanno accompagnato, ai tanti pazienti e alle mie amiche di incidente che ho incontrato e che hanno scambiato con me anche solo uno sguardo di intesa, di condivisione e reciprocità.

Grazie a La nuova me, senza queste ali nuove da sbattere al vento, non avrei mai potuto levare la polvere dalla mia passione più autentica e vera, avuta da sempre. La scrittura. E non mi sarei buttata in questa avventura che è il mio Blog personale, se non avessi avuto dentro un mondo da raccontare e da condividere col mondo. Il carcinoma mi ha dato il la. La scrittura mi è servita come terapia dello star bene. Scrivere e mettermi a nudo mi ha aiutata a definire i confini. A definire gli obiettivi. A dare un nome ai miei momenti di sconforto. A guardare a quelle emozioni da un’altra prospettiva, che non fosse solo la mia, ma quella di milioni di persone affette dallo stesso male, che hanno lottato e stanno lottando come me, come Anna che non è più con noi.

Oggi scrivo la parola fine. Fine di una curva. Fine di un capitolo. Fine di un anno. E voglio dedicare questa semplice e breve parola proprio a tutti voi, guerrieri che non ce l’avete fatta e guerrieri che, come me, avete concluso e guerrieri che ancora dovete continuare a lottare. A voi auguro di arrivare alla vittoria. Alla fine.

Fine.

Con Mariantonietta e Giammario
Con Carla

Lorella Sini

13 risposte a “Ultima chemio per mamma ❤️”

  1. Da oggi è tutta discesa, ha affrontato il gran premio della montagna, tagliato il traguardo. Ora puoi goderti la vittoria e il panorama, viaggiare senza la zavorra di chi se ne frega, augurandoti che le prossime siano passeggiate di gioia e non dure salite. Un abbraccio

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    1. Grazie cara Caterina, un augurio bellissimo scritto con vere parole dal cuore ❤️

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  2. Adesso voglio vederlo nelle librerieeeee!!!! Non ho davvero parole per definire quanto mi abbia coinvolto il tuo racconto, le tue sensazioni, i tuoi sentimenti…il tuo dolore…mi sono immaginata tutto quanto…mi sono immedesimata in te… se il perché di tutto è che dovessi riprendere a scrivere allora io voglio il tuo librooooo!!! 😍😍😍😍😍 sono felicissima che questo tuo anno infernale sia terminato…ti auguro una nuova e splendida vita… sono certa che la guarderai con occhi diversi, occhi nuovi..
    buona fine ma soprattutto buon inizio!!!! E aspetto di leggere ancora tante tante tue “avventure”!!! Un abbraccio forte forte e grazie perché mi hai insegnato davvero tanto ♥️♥️♥️♥️

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    1. Anna che belle parole, sono onorata ❤️

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  3. Alla mia amatissima nipote solo poche parole, sei e sarai sempre una roccia. Buona vita Lorella ❤️

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    1. Grazie zia per tutto il bene che vuoi a me e alla mia famiglia, lo hai sempre saputo dimostrare con piccoli e grandi gesti. Il tuo augurio mi fa solo bene al cuore ❤️ e all’anima 😘

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    1. Grazie Claudia 💪💪💪

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    1. Grazie Ivana ❤️❤️❤️

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  4. Sono davvero felice che tu ce l’abbia fatta!
    Un abbraccio sincero! ❤️
    Valeria

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      1. Un caro abbraccio Lorella! ❤

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