Io & Sky

Un dono del Cielo a quattro zampe…

Sky fa parte della famiglia dall’autunno 2019. È lei la prima cagnolina della mia vita e di quella delle mie figlie.

Oscar invece già sapeva cosa significa l’amore verso un canide. La sua famiglia infatti adottò una cucciola di Pastore Tedesco, Pastorina la chiamarono e un cucciolo di Pittbull dal pelo nero, che io ho conosciuto: Dutch, un tenerone che amava i grattini sulla pancia.

Fosse stato per Oscar la avremo presa prima di avere le bambine. Ero io che ero poco convinta. Una volta arrivate le nane, abbiamo accantonato proprio l’argomento cucciolo, completamente presi e assorti dalla cura delle figlie.

Fu in vacanza, che maturammo l’idea di adottare un cagnolino.

Ma ci capitava spesso di guardare famiglie con al seguito due/tre marmocchi e magari anche un cane. E li si guardava sorpresi di tanto coraggio, ma anche bonariamente invidiosi di tanta spensieratezza e allo stesso tempo felice confusione.

Ci trovavamo nell’arcipelago maddalenino, a Cala Andreani in particolare. Conoscemmo una giovane coppia toscana con un neonato, di cui non ricordo il nome. Ricordo invece Ugo, il nome del loro Labrador Retriver nero, al seguito. Era addestrato al salvataggio nautico. Aveva due occhi grandi e amorevoli che ricordo a distanza di tre anni.

E ancora, nella spiaggia di Spalmatore, mio marito fece amicizia con una famiglia che aveva un’esemplare di Jack Russell in età avanzata: se ne stava tranquilla in spiaggia, sotto l’ombrellone e senza guinzaglio, in barba a chi pensa che questa razza sia sempre in movimento.

Decidemmo, quindi non a caso, per la razza del Jack Russell, per la media taglia, per la simpatia e la vivacità di Milo nel film di The mask e perché è una razza a misura di famiglia, nonostante si dica che i Jackini siano iperattivi e con un carattere fortissimo fin da cuccioli.

Iniziammo a guardare sul sito di Subito già in spiaggia, con l’intenzione, secondo mio marito, di prendere il cucciolo nella prossima primavera, in modo da avere tutto il tempo per preparare e mettere in sicurezza il giardino.

Più foto di cuccioli da adottare vedevamo, più ci convincevamo che aspettare la primavera era inutile, ormai lo volevamo e le bambine fremevano quanto noi.

Ci convincemmo inoltre che volevamo adottare una femmina e tra gli annunci passati in rassegna, vedemmo la foto di una cucciolata di Suni. Erano cinque: due femminucce e tre maschietti. Una delle due femminucce era tricolore e dal pelo orsacchiotto. L’altra cucciola era bianco-arancio, aveva il pelo liscio e la tipica mascherina, come Milo di Jim Carrey.

Prendemmo contatti con l’allevatore e andammo tutti e quattro a Suni, in una mattina di agosto. Alla fine la famiglia si allargava e volevamo vivere tutti assieme l’esperienza dell’incontro.

Arrivammo al paese un po’ sbattuti dal caldo e dai chilometri fatti. Il signore ci aspettava nella piazza del paese e ci invitò ad entrare in casa. Ci accolse con la sua Brigitte Xmas, la sua cagnetta dal pelo ruvido, mamma della cucciolata. Ricordo Brigitte molto calma e felice. Al nostro arrivo ci fece le feste e non mostrò nessun atteggiamento di gelosia nei confronti dla cucciolata.

L’allevatore ci fece strada nel suo cortile, verso un grande e alto scatolone marrone. Ci avvicinammo e la cucciola dal pelo ruvido ci venne incontro allegra, scodinzolando e barcollando. Quella dal pelo liscio invece si spaventò alla nostra vista e si nascose dietro la scatola. Sorrisi perché era per lei che avevamo fatto tutti quei chilometri.

La scovai dietro la scatola, la presi dolcemente e la accarezzai, mentre le mie bambine impazzivano di gioia nel vederla. Aveva un mese, era nata l’undici luglio. Aveva un pelo morbidissimo e un manto setoso, come non avevo mai toccato niente e nessuno. Stava sul palmo di una mano e la testolina era grande quanto un pugno. Aveva due occhietti piccoli quanto un pisello Findus, dopo poco, grazie alle carezze, si è addormentata sul mio grembo. Me ne innamorai. Ce ne innamorammo. Allegra era la felicità fatta a persona, non poteva ancora credere che avremo adottato un cane.

L’avremmo voluta prendere quel giorno stesso, ma l’allevatore ci disse che sarebbe stata adottabile ai due mesi compiuti. Dovevamo pazientare un mese.

Nel frattempo decidemmo come chiamarla. Venne a me l’idea, grazie al cartone animato di Paw Patrol, in cui compare una cagnolina che vola e che si chiama Skye. Ma noi volevamo chiamarla Sky senza e finale. Un nome breve, rotondo, che significa cielo. Per noi infatti Sky fu e continua ad essere un dono del Cielo.

Con l’arrivo di settembre scalpitavamo di ritornare di nuovo tutti a Suni per portare finalmente Sky a casa. Ricordo che avevamo stabilito di andare un giovedì pomeriggio. Ma un mercoledì mattina, rientrata da scuola, mi accolse Oscar insieme ad Emiliano, un amico di famiglia.

Mi parve strano trovarli in casa, ma non notai nulla. Fu Oscar che mi disse di andare in cucina. E lì la vidi… era tranquilla nel suo cuscino! Era cresciuta in quel mese! Era ancora più bella e amorevole di quanto mi ricordassi!

Non ci credevo, era a casa, nella sua cuccia, che già avevamo predisposto in cucina, vicino alla finestra e alle sue ciotole per bere e mangiare.

La ricordo timorosa e timida, a causa del nuovo ambiente in cui si trovava e perché, molto probabilmente, le mancavano la mamma e i suoi fratelli.

Si abituò presto a noi, alle coccole, alle passeggiate, alle gite fuori casa, alla nostra routine, ai boschi, al mare. Nel nostro primo inverno insieme, pensai fosse una razza, quella dei Jack Russel, a misura di ambienti campestri, come boschi, radure di campagna, foreste, in cui scovare piccoli rettili e, se addestrati, in cui cercare e trovare tartufi. Ma con l’arrivo dell’estate, mi dovetti ricredere. Il vero elemento della nostra Sky è l’acqua, è il mare 🌊.

Basta avere un bastone o una pallina da lanciare tra le onde e puoi stare sicuro che lei andrà a riprenderli, costi quel che costi. Poi glieli dovrai strappare di bocca, perché non te li darà mai di sua spontanea volontà, allora ne affererai altri e glieli lancerai ancora e ancora, in un gioco senza fine.

Sky ama la nostra routine. Ha scelto me come capo-branco. Immagino perché sia la persona che vede di più tra i fornelli di casa e le elargisce più cibo extra ciotola! In questo modo ha conosciuto carote e sedano e finocchi e lattughe e cetrioli!

Parlando di cibo extra ciotola, la piccola Sky, nel suo primo anno di vita pasteggiò, per ammazzare il tempo e la noia, oltre che con crocchette formato Puppy, coi cassetti e con le ante della nostra cucina, che ancora attendono una mano di restauro!

Ma cibo extra a parte, Sky segue ogni mio passo. Sono io che la capisco al volo. Che capisco quando vuole uscire in giardino, che capisco quando abbaia per fame, per rabbia, per noia e vuole giocare. Capisco quando è stanca, quando è a disagio, quando ha paura. Distinguo i suoi scatti e perché tira al guinzaglio. Conosco Sky profondamente. E lei ha imparato a conoscere me. La mia gioia e la mia tristezza. Le mie giornate piene di sole dentro e quelle no. Il mio umore scostante. La mia energia e la mia apatia. Le mie corse contro il tempo e le mie ore che sembrano anni, secoli senza fine. Sky non mi vede semplicemente coi suoi occhi, Sky mi guarda, mi annusa, mi lecca e lecca le ferite, le lacrime, le parole dette e anche quelle non dette.

Penso che amori più grandi di quello per i propri figli e per il padre dei propri figli, non esista. Ma penso e so per certo che un amore privo di condizioni, senza se e senza ma, è l’amore che mi lega a Sky.

Sky mi ha aperto gli occhi e le orecchie, mi ha stappato l’olfatto, facendomi riscoprire tatto e gusto su nuovi orizzonti, su nuove prospettive che non avrei mai visto, mai ascoltato, mai annusato, mai toccato e assaporato.

Sky è un dono che Oscar ha fatto, in primis, a me, da sempre alla ricerca di equilibrio interiore, di una pace e di una serenità che spesso non mi accompagnano. Sky mi aiuta a ricordare le vere priorità, l’essenziale spesso invisibile agli occhi. Sky è Le mon Petit Prince personale, che mi riporta sulla giusta rotta di navigazione, lei é il radar sull’aereo, é il faro che illumina le notti di burrasca, quando mi perdo nel mio io cervellottico e labirintico.

Il bello è che fa tutto questo semplicemente guardandoti. Scrutandoti dentro con quegli occhioni che solo lei sa fare sotto il tavolo, mentre ceniamo; o dandoti una zampa o dandotele entrambe quando le chiediamo Fai l’orsacchiotto!; o lanciandosi in salti sovracanini per afferrare un pezzo di capretto al forno! o facendosi largo sul divano in modo elefantesco, quando già siamo in quattro stretti come sardine in scatola: ma lei lo scova sempre un angolino dove rimpicciolirsi, in formato ciambella col buco!

Lorella Sini

Una replica a “Io & Sky”

  1. Sky è un cagnolino tenerissimo e fa parte della nostra famiglia e la completa!
    Bravissima 🥰🥰🥰

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