Un cielo senza nubi

Beato Angelico, Annunciazione

Il cielo terso di oggi mi ha fatto pensare ad un artista che ho molto amato negli anni giovanili: Beato Angelico. Siamo a metà del Quattrocento e siamo ben lontani dalle pennellate approssimative, ma così tanto emozionali, degli Impressionisti, mentre l’influenza di Giotto è ancora molto visibile nella prospettiva bidimensionale.

Apprezzo dell’Angelico la nitidezza del disegno, l’emergere chiaro delle figure, l’impiego di un blu puro e di un oro ancora così tanto simbolico, che rimanda al divino, attraverso quell’unico raggio che colpisce la Vergine, con le ali dell’Arcangelo Gabriele e le stesse aureole dorate, realizzate come fossero monete ad incorniciare i protagonisti della scena.

Sullo sfondo, così vicina, ma ugualmente così lontana a livello tematico, Beato rappresentò la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, messa in atto da un angelo infuriato. I volti, ma soprattutto i corpi dei due, ci parlano della vergogna, della miseria e della disperazione per aver tradito e perso l’età felice nel regno del Paradiso.

Due storie in un unica scena. La narrazione di un peccato che metterà radici universali e, di contro, la narrazione di una buona novella, quella di un concepimento privo di peccato, di ombre, di nubi. Come il cielo di oggi.

Lorella Sini

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