Benvenuti a casa nostra!

Da Pinterest

A.A.A. Cercasi casa disperatamente!

Da Pinterest
Da Pinterest

E con quella di ieri saranno… boh, forse venti, le case che abbiamo visitato in presenza. Quelle viste nei vari siti e motori di ricerca nel web invece, senza scherzare, non si contano!

Da metà luglio cerchiamo casa. O meglio cerchiamo di acchiappare quel satellite che si chiama Luna! Perché una casa, io e la mia famiglia, non l’abbiamo, ancora, mai avuta.

Nel senso che viviamo nell’appartamento, sotto quello dei miei genitori. Ci siamo trasferiti in via Satta a Ossi, -ossia l’abitazione in cui sono nata e cresciuta-, nel marzo 2011, dopo che con Oscar abbiamo vissuto un anno e mezzo ad Alghero, nella casa al mare dei miei genitori. Durante quell’anno e mezzo da sposini, visitammo cinque appartamenti a Sassari, perché Alghero doveva essere per noi una breve parentesi, prima di trovare la nostra casa, a Sassari.

A Sassari infatti volevo andare a vivere. Vedemmo varie tipologie di appartamento: uno nuovissimo in un maxi condominio-alveare in via Castelsardo, al piano terra, con un ingresso autonomo, con un enorme veranda e un fazzoletto di prato inglese; ne vedemmo un altro in via Poligono in seconda mano; un altro ancora, nuovo e signorile, con parquet, in via Verona; uno in via Sorso che ricordo a malapena; un altro in via Luna e Sole, con balcone su P.zza Monsignor Carta ed infine, ancora un altro, nel centro di Sorso, appena costruito.

All’epoca mi faceva paura il mutuo. Era una forma mentis che mi instillarono i miei, i quali non hanno mai aperto una finanziaria in vita loro, mai firmata una cambiale, mai avuta una rata da pagare, nemmeno per l’auto o la TV. Insomma a casa mia si era sempre pagato in contanti! E se, per una qualsiasi cosa non avevi i soldi: o te la scordavi e non ci pensavi più, oppure aspettavi, risparmiavi e poi te la potevi acquistare! In contanti!

Fu mia mamma a farmi la proposta. Avrebbe ristrutturato, a sue spese, l’appartamento sotto casa loro, sfitto da più di un decennio, se ci fosse piaciuta quella soluzione! Tredici anni e mezzo fa ci piacque eccome quella soluzione! Anzi, a me a Oscar, ci sembrò una vera manna dal Cielo! Anche perché c’era il progetto di allargare la famiglia e i miei sarebbero stati un valido aiuto, come infatti furono!

I lavori di ristrutturazione durarono all’incirca un anno e mezzo. Ci furono un paio di brutti casini da risolvere, come per esempio il tipo dei nuovi infissi che bruciò i miei genitori, fuggendo non so dove! Ci fu il casino delle porte larghe 75 cm! E non ricordo quanti muratori sono entrati, alla fine, per ultimare i lavori!

Ci trasferiamo da Alghero carichi di sogni e progetti. Pronti a costruirci una famiglia, come poi è stato! Abbiamo personalizzato la casa, scegliendo un arredamento etnico, urban con qualche tocco shabby. Finalmente eravamo a casa nostra! Dopo un anno e mezzo ad Alghero, dove non ci godemmo nulla di quella meravigliosa cittadina, finalmente eravamo A OSSI! 🙄🙄🙄

Ma dall’estate scorsa, dopo la tegola in testa di febbraio e dopo dieci anni sotto casa dei miei, non voglio più vivere a condizione di… e nemmeno voglio più alcun condizionamento che non sia dettato, esclusivamente, o da mio marito e le mie figlie, oppure da Sky.

Ecco perché vogliamo un trasferimento, non solo di casa, ma anche di città. E avendo chiarissimo questo progetto, già prima di trovare casa, abbiamo trasferito di Istituto scolastico le nostre bambine. Loro sono le più felici e le più desiderose di cambiare casa e trovarne una tutta e solo nostra! Hanno voglia di pronunciare, forse più di me e Oscar, queste parole:

Benvenuti a casa nostra!

Ieri abbiamo visto una villetta unifamiliare in via Istria, con giardino indipendente sul retro e vista sull’Asinara. Un’abitazione enorme su tre livelli, che richiede un terzo in più del denaro richiesto, per ristrutturarla! È una casa troppo grande, ma è in una zona molto bella e signorile della città.

Una decina di giorni fa abbiamo visto un appartamento in via Abozzi, da finire a proprio gusto, ma strarifinito in moltissimi particolari a gusto della persona che doveva acquistarlo! Peccato che, tutti e tre i bagni presenti, prendessero luce dal cavedio attorno, attraverso dei lucernari.

Invece nel residence, tra il Parco di Monserrato e la Corte d’appello, alle porte della città, ne abbiamo persa una di casa, perfetta come metratura, tutta su un unico piano, con piccolo giardino indipendente, immerso in un immenso giardino condominiale, in cui avevi l’impressione di essere proprio dentro il parco di Monserrato! Per questa sto ancora piangendo (…), infatti, a parte una zona sotto, completamente indipendente con servizio e camino, possedeva anche il mio sogno: il giardino d’inverno in cui sistemare tavolino e poltrona per scrivere il mio Blog! Me ne sto mangiando ancora le mani! 😡

Perché nel sogno della casa tutta nostra poi ci sono tutta una serie di caratteristiche da tener conto… Allegra vorrebbe una stanza tutta per sé e poi vorrebbe la scala interna, come ha visto a casa delle sue compagne di classe; Anna vorrebbe stare semplicemente a casa nostra; Oscar non rinuncia allo studio e vorrebbe un pezzo di giardino tutto a prato inglese.

Io sogno lo studio in un giardino d’inverno e in un gazebo d’estate. Lo avevo trovato il gazebo in una villa di seicento mq nell’agro sassarese, l’unica a non avere abusi edilizi, immersa in una pineta di seimila metri, andando verso Bancali. Questa è l’abitazione che forse più si avvicina a quello che la mia famiglia sta cercando. Un rifugio. Un bunker. Una casa che, a fine giornata, rientrando da lavoro, oppure rientrando il pomeriggio a casa, con le bambine appena uscite da scuola, dici: mi rilasso scrivendo un pezzo davanti al camino, mentre Oscar imposta la cena e le bimbe giocano fuori in giardino con Sky e il labrador e il pastore tedesco che, nel frattempo, avremo adottato, andando al canile.

Inizialmente infatti, abbiamo preso in seria considerazione anche l’agro sassarese. Ci siamo fatti una cultura sui nomi delle strade vicinali e sulla fantasia tutta sassarese: Cheriga Manna; Maccia d’agliastru; Mandria di l’ainu; Li Curuneddi tronco A e B; Maccia guletta; Cheriga minori; Costa paloni; Maccia di la fava a Monte Oro; La cruzzitta Setti funtani; S.V. Don Lorenzo Serra Secca… insomma veri e propri labirinti, composti da mille traverse tutte uguali, che non sono manco mappati da Google maps e che manco l’ambulanza ti raggiunge, o l’Anonima ti sequestra! 😆

Ci siamo innamorati di una villetta, dagli stilemi palladiani, ma rivisitati in chiave moderna ed essenziale, a Marchetto. È un sogno quella casa. Assi di legno al soffitto, sia nella zona giorno, che in quella notte. Scala scenografica moderna che ti porta alle stanze gemelle delle bambine, dalle quali si ammira il mare della Riviera sorsese attraverso finestre dalla forma particolarissima: un quarto di luna. Lo stesso mare lo vedi dalla veranda, attraverso quattro enormi finestre scorrevoli e antisfondamento, veranda che si affaccia su un prato inglese di ottocento metri quadri. Una casa meravigliosa! Peccato che un terzo fosse abusiva!

Infatti, innamorandoci di alcune abitazioni in campagna, ci siamo quasi sempre scontrati con l’abusivismo edilizio. E siccome cerchiamo un rifugio dove stare sereni e tranquilli e non un rifugio dove vivere col patema di una visita della polizia municipale, ci abbiamo pressoché rinunciato all’agro e abbiamo rivolto la ricerca in città! Ma trovare una casa indipendente con giardino, ad uso esclusivo, è la vera sfida!

Abbiamo visto qualcosa a Filigheddu, a Monte Bianchinu, in via Prunizzedda-Serra Secca, ma le zone rifugio che amo e a cui ambisco, fin dall’inizio della nostra ricerca, sono San Pietro in Silky, dalla quale si raggiunge il centro a piedi, oppure la via Pietro Nenni, con abitazioni che danno sulla vallata del Rio Bunnari. https://www.iodmagazine.it/2018/01/15/la-diga-di-bunnari-tra-passato-e-presente/

O ancora abbiamo visto una villetta in vendita, con vista sulla valle di Logulentu e i suoi sottoboschi incantati e i mulini. https://pieragica.wordpress.com/tag/logulentu/

E ancora abbiamo sognato, guardando l’annuncio, di un’abitazione nella via Tintoretto, a Sorso. Avevo già pensato anche a come battezzarla, con una targa fuori dal cancello: Casa de la luz, perché ogni stanza, ogni muro, ogni asse lignea sul soffitto, ogni gradino viene abbracciato e da una luce avvolgente e naturale che diventa parte integrante di quella abitazione. Bella quanto costosa. Questa inoltre sarebbe stata una soluzione anche per la stagione estiva, nel senso che sarebbe sì stata una casa di residenza, ma anche una casa al mare 🤩.

Foto da Idealista

In questa casa e in altre due abitazioni, ci abbiamo lasciato proprio il cuore, nel senso che visitare una casa o vederla anche solo in cinquanta scatti fotografici comporta, se ti piace, un forte desiderio che diventi TUA. Ti ci vedi dentro, vedi le modifiche che puoi farci per farla divenire TUA, ci vedi dentro la tua famiglia e la tua cagnetta. Insomma l’immaginazione galoppa e ci rimani male, quando la trattativa muore o, peggio, non inizia nemmeno!

Alcuni ci hanno dato consigli non richiesti, vedute e opinioni discutibili e considerazioni lapidarie su annunci immobiliari che inoltravamo, per avere sostegno e uno sprone in più. Abbiamo imparato a cercare senza il piacere della condivisione, pensando che qualsiasi casa andremo a scegliere debba piacere a noi soltanto, visto che noi l’acquisteremo e ci andremo a vivere, mica nessun altro!

Questo è successo per la casa a Sorso, in via Tintoretto. È troppo grande per voi! Una casa così va gestita. E alla TARI e alle manutenzioni non ci pensate? Ma con quei soldi, a Sorso, IO non la prenderei MAI!!! Insomma nessuno che abbia detto: È meravigliosa. Realizzate il vostro sogno e provate a fare una proposta!

Ieri l’altro abbiamo visto una villetta in via Piandanna. Costruita vent’anni fa, tenuta benissimo, immersa e nascosta nel verde. A pochi passi a piedi da San Pietro in Silky e a pochi minuti in macchina dal centro. Ma nonostante la vicinanza, anche questa non ci convince pienamente, perché dovrei/dovremo fare da tassista/i per accompagnare le bambine alle attività extra-scolastiche. Ma anche no!

Fumata nera, ieri pomeriggio, anche per l’unifamiliare di via Istria. Fumata nera per un sogno durato un mese. Perché stare dietro agli agenti e riuscire a portare i tecnici per una valutazione preliminare, prima di avanzare una proposta d’acquisto ponderata e senza avventatezza, comporta tempo, sogni, speranze, insonnia, progetti, immaginario, calcoli mentali e scritti. Un mese di aspettative andato in fumo.

Credo che dovremo rivedere la possibilità di andare nell’agro o direttamente in condominio, abbandonando il sogno del giardino indipendente, lasciando ad altri il giardino d’inverno e l’idea che Sky voli fulminea e che scorrazzi libera. Dovremmo abbracciare l’iniziale idea di soluzioni già belle e pronte, senza pensare a ristrutturazioni importanti a cui non possiamo fare fronte, a perdite di tempo e grandi prese in giro legalizzate quali Bonus 110 e sconti in fattura. A. A. A. Soluzioni, chiavi in mano, cercasi!

Si riparte quindi da capo! Rivalutando soluzioni scartate quando c’era Istria nei pensieri, riprendendo in mano annunci di case che ci accontentano sì, ma non realizzano alcun sogno di rifugio, di bunker, di riparo dallo stress e dalla malattia. E inizia la lotta interiore di chi non vuole accontentarsi (in condominio non ci voglio andare manco morta!), contro la nuda e cruda realtà di chi non è figlio di papà e non può permettersi il passo più lungo della gamba! Staremo a vedere…

Se appartamento dovrà essere… che sia almeno con una vista mozzafiato!

Da Idealista

In mattinata andremo quindi a vedere due appartamenti: uno in Via Istria e uno in via Monsignor Marongiu.

E niente anche stavolta. Il primo è stato venduto, il secondo, tutto in parquet e con una terrazza enorme, con vista sul viadotto non mi piace! La vista sul viadotto anche no!

L’ultimo sogno si trova in via Garavetti. Appartamento del 1967 al secondo piano, senza ascensore. Con impianti idrici e termici dell’epoca di costruzione. Mi sono innamorata della sua luce, delle sue comode stanze, del suo parquet in vero rovere, della sua terrazza sulla via, che sogno di chiudere con vetrate su binario e del suo piccolo pezzo privato di giardino sul retro, assegnato all’appartamento, possibilità di sfogo per Sky e per le bambine. Mi piace la via esclusiva, il quartiere residenziale e non inghiottito da palazzoni alveare. Mi piace che sia un piccolo condominio di cinque appartamenti, col verde tutto attorno.

To be continued…

Lorella Sini 🏡🏡🏡

2 risposte a “Benvenuti a casa nostra!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un’icona per effettuare l’accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: